BEATLESIANI D’ITALIA ASSOCIATI
THE BEATLE PEOPLE ASSOCIATION OF ITALY

Pete Best

il primo batterista dei Beatles
Sarà l’ospite d'onore a Torino Beat 2016
Con i più grandi musicisti del Beat Italiano degli Anni ‘60
Al Le Roi Music Hall di Toni Campa e Luciana De Biase
Martedì 19 aprile 2016 dalle 21.00 in poi…


Mercoledì mattina 20 aprile 2016 sempre al LE ROI MUSIC HALL, dalle 11.30 alle 12.30 i Beatlesiani potranno salutare Pete Best in partenza per il viaggio di ritorno a Liverpool e brindare con BERLUCCHI ’61, lo spumante italiano nato nelle cantine di Franciacorta nello stesso anno in cui nelle cantine di Liverpool nascevano i Beatles con… Pete Best!

A grande sorpresa dell’ultimo minuto, annunciamo con grande entusiasmo che l’invito da noi rivolto a Pete Best, il primo batterista dei Beatles, di partecipare alla 10° edizione di Torino Beat 2016, è stato accolto con molto piacere, da colui senza il quale, con ogni probabilità i Beatles non sarebbero mai nati!

Potrà sembrare incredibile, ma è proprio così.
Pete comincio a suonare con John, Paul e George con i quali fin dal 1959 “provavano insieme nella sua cantina” il genere Rock-Skiffle, meglio identificato come Mersey Beat, dal nome del fiume che bagna Liverpool, nella sua celeberrima Casbah Coffe Club, per poi andare ad esibirsi per centinaia di volte al mitico Cavern Club!  Poi nell’agosto 1960, Pete rispose “Yes I can…” ad una telefonata di Paul McCartney che gli aveva chiesto la disponibilità per andare a suonare con gli altri tre Beatles in Germania. Lì, nei locali più famigerati di Amburgo tennero tanti concerti e fecero tanta “gavetta”…  Poi incontrarono Tony Sheridan e con lui registrarono My Bonnie e altri pezzi, per la casa discografica Polydor e tornarono a casa…
Un bel giorno un giovane, tale Raymond Johnson, entrò in un negozio di Liverpool che vendeva elettrodomestici, televisori ed anche dischi, e chiese al titolare Brian Epstein il disco a 45 giri My Bonnie dei Beatles & Tony Sheridan. Brian non aveva quel disco, ma chiese chi fossero i Beatles, allora andò a sentirli al Cavern e fu colpito al volo per la loro bravura ed il fascino che essi emanavano. Si offrì immediatamente di fa loro da manager. I Beatles accettarono ed il contratto fu firmato a casa di Pete Best! Il resto è storia universalmente nota!
PETE BEST L'ALTRO GIORNO HA DETTO "YES" ALL'INVITO AL "LE ROI MUSIC HALL DI TORINO"!!!  FATTOGLI CON UNA TELEFONATA DA ROLANDO GIAMBELLI, SUO AMICO DA OLTRE VENT'ANNI... E CON L'ENTUSIASMO DI TONI CAMPA ED SOSTEGNO DI TANTI  "BEATLESIANI", COME LUI...
E’ profondamente significativo che Pete Best, per l’enorme contributo dato alla crescita irrefrenabile dei Beatles, ma anche per la sua simpatia, serenità e semplicità, con tutto quello che gli è successo nella vita,  sia presente al Le Roi, grazie alla “voglia pazza” di Toni Campa e di Luciana Di Biase “due Beatlesiani d.o.c. da sempre!” di volerlo nel loro mitico locale torinese. Lì dentro c’è ancora il pianoforte sul quale suonava il grande Fred Buscaglione (Porfirio Villarosa che faceva il manovale alla Viscosa di Torino ndr) e si sono esibiti dal Clan di Celentano a Massimo Ranieri, da Mina a Lucio Dalla e po Claudio Villa, Al Bano , Caterina Caselli, I Pooh,  Giorgio Gaber, Patty Pravo e il resto del Mondo oltre alle orchestre di Canfora, Gualdi e tante ancora…!
I Beatles, con Pete alla batteria, diedero, infatti, il via al più grande fenomeno musicale, popolare di tutti i tempi che, come una febbre esilarante e gioiosa, contagiò le giovani generazioni di allora e continua tuttora a far desiderare ai giovani di emularli, cantando e suonando uno strumento per creare nuove canzoni, ispirandosi, ancora e per sempre ai Fab Four.

Al Le Roi il “sold Out” è già stato raggiunto!!!!
E’ bello pensare che al Le Roi ad accogliere Pete Best, anche per ringraziarlo un po’, ci saranno le migliori band italiane nate in quegli anni come I Corvi, I Camaleonti, i Nuovi Angeli, The Rokes, i New Dada, I Dik Dik, Il Mito dei New Trolls, Two of Us (RolandoG), etc.
E’ ancora più bello pensare che tutti i musicisti di questi “complessi”, così erano chiamati a quell’epoca le band con chitarre basso, batteria e talvolta con un organo Farfisa o un Hammond (per i più ricchi), nonostante i vari generi musicali nei quali si sono orientati seguendo le loro diverse “carriere” siano tutti “beatlesiani” ancora lì su un palcoscenico, belli e inossidabili e con tanta voglia ancora di cantare e suonare, come Pete Best… uno dei Beatles per sempre!

B.D.I.A.                                                              
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